15 March 2010
Ieri sera sono rientrata a Milano con un quaderno pieno di appunti, storie, indirizzi e nuovi ricordi di sapori creati da persone appassionate del proprio lavoro, che erano a Taste per raccontare i loro progetti e trasmettere sensazioni. Ho assaggiato i loro prodotti e ho immaginato l’impegno che c’era dietro a un vasetto, un insaccato, un biscotto, una confezione di pasta…
Persone che ho avuto la fortuna di incontrare in questi giorni nello spazio della Stazione Leopolda e che rendono speciale Taste. E fanno ritornare. Perché come mi ha detto qualche giorno fa Sophia Bapt, una foodie che organizza corsi di cucina molto coinvolgenti nella propria cucina milanese, “sono le persone che creano l’emozione”.
(postato da Sandra Longinotti)
15 March 2010
Mi accorgo che devo finire di visitare alcuni stand, ne sono rimasti pochi, poi vado nel punto vendita di Taste e faccio spese. Comincio dal tè con Edoardo Barbero di Biotea che mi guida in una degustazione con un tè bianco puro, uno verde al gelsomino, uno verde con la papaya fresca. Vengo a sapere che oltre all’effetto antiossidante, il tè verde aiuta a digerire, previene il cancro, aiuta la memoria e stimola il metabolismo. Che bello!dopo questa lezione salutistica vado da Barbara Zerini, la proprietaria del panificio Vannini a Firenze. Le chiedo se oltre ai buonissimi cantuccini al pepe rosa e cioccolato, la schiacciata con l’uva, i ricciarelli e il castagnaccio, posso provare qualcosa di “dietetico”. Lei mi fa provare i cuori di kamut, perfetti. Due stand a fianco, sono tentata dal Panforte cotto a legna dell’azienda Alpe della Luna di Sansepolcro. Il sig. Brancolini mi spiega che il suo Panforte è fatto con zucchero di canna, miele, spezie e albicocche e non contiene coloranti e conservanti chimici. Sono una dipendente del cioccolato, ai salumi riesco a dire No, ma chi si aspetta di trovare il cioccolato fondente nel salame? Il tentatore stavolta è il macellaio Fabio Fedi di Arezzo che mi fa provare una fetta di salamino col cioccolato: mentre assaggio mi sciolgo. Insomma, ormai devo finire in bellezza il mio tour gastronomico a Taste e dopo un assaggio di colomba calda della Pasticceria Lenti, un candito al cedro di Rizzati e un boccone di Pambriacone di Bonci, incontro Manuela e Andrea di Organic-creative nel loro stand di nocciole piemontesi. Assaggio quelle tostate dolci e salate ma cado sulla crema di nocciole spalmabile, eccellente. Dopo una discussione con Manuela sui modi di utilizzo della crema arrivo all’unica conclusione giusta: la vado a comprare.
15 March 2010
Sabato non ho proprio avuto il tempo di postare nulla, ho fatto una full immersion nella Stazione Leopolda fra produttori e conferenze stampa, poi sono andata al FuoriDiTaste al bar de L’O nell’Hotel dell’Orologio (il nuovo albergo fiorentino ispirato alla haute horologerie da collezione) dove per sostenere la Fondazione dell’Ospedale Pediatrico Meyer era stato organizzato un aperitivo (benefico anche per noi!) con i vini del Castello di Ama abbinati ai prodotti del Biscottificio Mattei, che Alessandro Frassica (in arte ‘Ino) ha interpretato con saporitissima semplicità. Non è solo per farvi gola, sono ideuzze che potete replicare anche voi a casa: Biscotti della Salute con burro e acciuga del Mongetto – Filone Candito (un filone di pasta brioche ripiena di ciliegie candite, ricoperto da uno strato sottilissimo di marzapane) tostato, con pecorino di media stagionatura – Pan di Ramerino (sono panini leggermente dolci tipici di Firenze, con zibibbo e rosmarino) con mortadella e senape. Convinti? Provate, provate…
Mentre mi aggiravo col mio bicchiere di rosé e Biscotto della Salute corredato di burro e acciuga, ho urtato un tavolo dove sedeva una coppia. Lì per lì non c’eravamo nemmeno riconosciuti, ma lui è un carissimo amico che non vedevo da una vita!!! Quando abitava a Milano mi aiutava a studiare tedesco, oggi alla Leopolda mi ha offerto il caffè (è il fondatore de Le Piantagioni del Caffè). TasteMistery…
(postato da Sandra Longinotti)
14 March 2010
Sono qui a Taste!
Che dire, eventi di enogastronomia ce ne sono tanti e ne ho visti, tutti meritevoli per il lavoro di comunicazione e divulgazione della conoscenza dei produttori e dei prodotti della nostra Penisola, ma Taste ha veramente un fascino particolare.
Fascino dato da un allestimento singolare, dove l’esperienza di Pitti Immagine nel curarlo si vede; in una cornice altrettanto singolare: la Stazione Leopolda così ristrutturata ed adibita a spazio espositivo è veramente suggestiva.
I vecchi binari fanno ancora bella mostra di sè sul pavimento quasi a ricordare che da qui tanti viaggiatori sono partiti ed arrivati, viaggiatori, perché no, come Davide Paolini, il “Gastronauta” , che di Taste è l’Anima.
Qui, inizia un viaggio diverso, un viaggio lungo il percorso del gusto, tra i sapori dei prodotti italiani.
L’Italia c’è tutta dal nord al sud, grandi e piccole realtà.
Parlando con gli espositori presenti, quello che traspare è che, nel comunicare quello che fanno, parlano di una storia a volte lunga generazioni, a volte di una storia appena iniziata, comunque storie fatte di lavoro, amore, dedizione e alla fine, di prodotto.
In questi due giorni, mi sono immersa in questa dimensione così stimolante dove condividere diventa naturale, come lasciarsi sedurre da un vino, coccolare dal cioccolato, corteggiare da una spezia, e ancora…..godere di pasta, salumi, formaggi….e ancora…
Taste!
Ciao e grazie a Pitti Immagine ed al suo Staff.
Alessandra.
GUSTOSAMENTEINSIEME.BLOGSPOT.COM
14 March 2010
Quest’oggi si inizia con la birra. Effettivamente dopo la serata conclusa ad assaggiare l’ennesima varietà di vino il programma sembra impegnativo. Ma ci conforta l’idea che stasera saremo di nuovo a casa…a mangiare e bere tutto quello che abbiamo comprato alla bottega di Taste. Prima fermata del tour nello stand della Birra Baladin dove ci accoglie l’eclettico Teo Musso, patron, titolare, anima di mille attività che vanno da una scuola di musica per disabili a un resort in Marocco…fino alla produzione di birra. «La storia di Baladin – spiega Teo – parte alla fine degli anni ‘80 da un locale che ho aperto nel mio paese (Piozzo, 400 anime in provincia Cuneo) unendo le mie due passioni: la musica e la birra». Se in nei primi anni da Baladin si potevano assaggiare le migliori birre provenienti da tutto il mondo, a partire dalla metà degli anni ’90 Teo inizia a produrre la “sua birra”. Al di là delle diverse birre che costellano il cielo Baladin, quello ci piace segnalare è la linea di “birre da divano”. Sgombrate la mente da ogni tipo di ricordo legato a questa bevanda, chiudete gli occhi e aprite il gusto a una birra completamente “liscia” da sorseggiare con il cioccolato mentre si legge un libro. Questo per far immaginare l’atmosfera che rende questa birra più vicina a un brandy invecchiato che all’esperienza tradizionale di gusto. Sempre in provincia di Cuneo a Trezzo Tinella, in quella terra d’eccellenza che sono le Langhe nasce, dal ritorno alle origini di tre giovani che erano in giro per il mondo per fare esperienze diverse, Organic Creative. «I nostri prodotti – spiega Andrea Guido – nascono da un ingrediente primario tipico della nostra terra: la nocciola d’Alba. Con la nocciola abbiamo anche realizzato un olio così ricco di Omega 3 che può essere impiegato, oltre che in cucina, anche per fare massaggi». Nascono così le marmellate, le conserve che hanno come comun denominatore la nocciola che si affiancano ad altri prodotti quali la pasta di farro o le gallette di mais sempre prodotte con materie prime del comprensorio. Un ultimo suggerimento…non lasciate Taste senza aver assaggiato la novità dell’anno della Macelleria Fracassi di Rassina (in provincia di Arezzo). Si tratta di una spalla cotta di maiale grigio del Casentino allevato allo stato brado. «Oltre al condimento di nostra ricetta – dice Simone Fracassi – facciamo delle iniezioni d acqua e sale nella spalla quando è ancora integra. La disossiamo e poi la poniamo poi in salamoia».
14 March 2010
Sveglia presto stamattina, ho gli occhi chiusi perché ho fatto tardi ieri notte ma c’è un sole bellissimo, scrivo per fissare le sensazioni di questi giorni a Taste. Ieri, dopo le 16, ho letto il programma di appuntamenti e ne ho scelti tre: merenda Vintage all’ANGELO, con 2 cru di caffè in infusione preparati da Le Piantagioni di Caffè, con cioccolato; Aper Incanto al cafè Ristorante InCanto coi prodotti Friultrota, il Tartufo Savini e il cioccolato Vestri. Alle 19, un altro aperitivo d’Oro al Moyo, locale modaiolo di Firenze con dj set, musica, cocktail e pezzetti d’oro alimentare che illuminavano i piatti del buffet: la Pappa al pomodoro, il cous cous e le insalate di farro brillavano sotto le luci soffuse dell’ingresso. Gli appuntamenti per la cena mi hanno fatto andare davvero Fuori di Taste perché ho dovuto scegliere tra Villa Vedetta, dove lo chef Stefano Santo mi tentava col risotto Aquerello con radicchio Travisano brasato, sentore di Lime e Morchella al pepe e i dolci della Pregiata forneria Lenti, mentre il mio amico Simone Fracassi si pre preparava al Ristorante Le Murate per un menù a base di Grigio del Casentino. Alla fine ho scelto: cena al ristorante Il Paiolo con birra Brutòn e prodotti Nonno Lancia, e non sono pentita per niente. Tra poco mi aspetta il Ring di Taste con un dibattito sul pesto. Gnam, vado!
13 March 2010
La moda entra in cucina. Dimentichiamo i grembiulini informi realizzati con gli avanzi dei tessuti e tuffiamoci nelle creazioni di Paola Gandini. Ebbene si, la designer milanese che ha vestito il personale dei locali più al la page del panorama internazionale (dagli hotel Bulgari allo staff del cuoco Filippo la Mantia), detta a Taste le linee dell’abbigliamento da usare ai fornelli per essere sempre “a posto”. «La mia lei – dice Paola – non rinuncia a essere femminile nemmeno in cucina. Così ho pensato a una serie di grembiuli che si appoggiano alle forme del corpo grazie a giochi di laccetti ed elastici». Grande attenzione ai tessuti che sono tecnologici e offrono performance innovative. «Il maschio in cucina – ribadisce la Gandini – vuole essere elegante. Così sceglie delle casacche con il collo mutuato dalle giacche da smoking o quelle destrutturate che sembrano delle camicie». Per lei e per lui ci sono anche dei grembiuloni dotati di maxi-tasconi che diventano motivi ornamentali
13 March 2010
Premetto che chi scrive è una persona allergica all’aceto. Quindi, tanti anni orsono, quando per la prima volta sentii parlare di aceto balsamico mi ritirai inorridita…no, l’aceto no! Poi, guardando meglio quel liquido così lontano dall’agro condimento che mi creava tanti problemi alle sola vista, fui attratta dalla consistenza, dai riflessi di colore…dal profumo. Iniziò in quel momento una storia d’amore che dura, imperitura ancora oggi. Quindi non c’è da stupirsi se, questa mattina mentre tutti assaggiavano le diverse varietà di caffé, io ho iniziato con la degustazione dei balsamici. Prima tappa del tour di Taste l’Acetaia Giusti. Nata nel 1605 è oggi guidata oggi dalla 17esima generazione dei discendenti del fondatore che è comunque rimasto per tutti “lo zio Giuseppe”. «La nostra vita – dice Claudio Stefani – si intreccia con i momenti più importanti degli ultimi 400 anni di storia mondiale. Il nostro aceto era presente all’esposizione che si tenne nel 1861 a Firenze per celebrare l’unità d’Italia. Il nostro “aceto di 90 anni”, venne premiato nel 1900 a Parigi durante l’Exposition Universelle de Paris». Tornando al prezioso nettare bisogna dire che viene ancora messo a riposare in botti antichissime (le più “nuove” sono del 1800) dalle quali ruba gli aromi dei legni e che si sentono al palato e, soprattutto, all’olfatto. Da segnalare il Banda Rossa, inventato sempre dall’onnipresente zio Giuseppe. «Lo zio – continua Serafini – apponeva, ogni stagione, una banda rossa su una botte di aceto che lui destinava al uso personale e non doveva essere venduta. Oggi, noi facciamo la stessa cosa selezionando, dalle stesse botti del 1600, il balsamico che viene imbottigliato con la Banda Rossa». Chi punta sulla tradizione e chi, dalla tradizione, si lancia in nuove avventure. Come accade per il Borgo del Balsamico. Che presenta a Taste i frutti di un co-branding che vede unite le eccellenze abruzzesi con quelle emiliane. «I prodotti UB, Ursini + Il Borgo del Balsamico – dice Cristina Crotti, patron, con la sorella Silvia, de Il Borgo Del Balsamico – sono un vero co-branding che porta avanti un messaggio di eccellenza e unisce due prodotti di grande tradizione italiana, l’olio extravergine di oliva di Abruzzo e l’aceto Balsamico di Reggio Emilia. Comune denominatore delle due aziende è l’attenzione al packaging. L’abito di UB è moderno, essenziale ma elegante: barattolo cilindrico in vetro e con tappo oro, perfetto per contenere i prodotti posti all’interno, in modo rispettoso per gli ingredienti e per la loro forma, con grande attenzione al fattore estetico». UB ha scelto, come protagonisti, ingredienti classici, abbinati in modo innovativo e che ispirano accostamenti curiosi. Nasce così una linea di prodotti della terra, con vegetali e frutti, accanto a speciali pestati; prodotti del mare come il baccalà, per esprimere le produzioni di Abruzzo e dell’Emilia come anche l’immancabile Parmigiano Reggiano. Il tutto immerso in olio extravergine di oliva abruzzese di Ursini e in aceto balsamico di grande qualità.
13 March 2010
Non faccio in tempo ad entrare nella Stazione Leopolda che subito mi sorprendono i colori, e non rimpiango il sole che c’è fuori. Un lampadario enorme, fatto di 332 brocche rosse e trasparenti è appeso sopra di me all’entrata. 10 metri dopo l’ingresso,vengo magnetizzata da uno stand coloratissimo, quello di Mario Luca Giusti, le brocche del lampadario sono sue, come gli altri oggetti che sembrano di vetro e invece sono di plastica. Mario mi spiega che l’Illuminatore di Taste è l’architetto Alessandro Moradei. Mi sento subito a casa e mi ricordo perché non vedevo l’ora di tornare a Taste: qui l’alta qualità è ovunque, tra gli stand dei produttori e nell’allestimento.
Ma ancora non ho fatto colazione e mi legge nel pensiero la bella Fabiana Giacomotti che mi accoglie coi suoi biscotti Dolcelieve. Le dico <> e lei risponde <>. Davanti ad un caffè ed un vassoio goloso di dolcetti, capisco perché: Iginio Masseri, pasticcere di Brescia, svela (in parte) i segreti dei biscotti Dolcelieve, che sono senza glutine, senza burro e poco lievito. Allora cosa rimane del gusto? La sorpresa è che questi biscotti sono pure buoni, oltre ad avere solo 166 calorie per 100 grammi. Non mi sento in colpa per questo dolce inizio, e lievemente comincia la mia prima giornata a Taste.
Sul Taste Ring si fa sul serio: Davide Paolini conduce un dibattito dal tema: L’origine è ciò che segna l’imprinting dei prodotti gastronomici? Sul ring ci sono Riccardo Ricci Curbastro (presidente Federdoc), il quale sostiene che oltre all’origine, ci sono altri fattori dei quali occorre tenere conto, come la qualità e il prezzo. Daniele Rossi (direttore generale Federalimentari) punta l’attenzione sull’aspetto dell’invidiabile sicurezza dei prodotti italiani rispetto agli altri paesi. Sergio Marini (presidente Coldiretti) rivendica l’importanza dell’indicazione dell’origine nel prodotto. Tra gli intervenuti, il direttore della rivista spagnola “Origen”, il sig. Chiarini, e Carlo Alberto Relli di Le Piantagioni del Caffè, il quale dice che non si può prescindere da una filosofia aziendale, nella scelta sul dover indicare o meno l’origine sui prodotti. Alzo gli occhi: ancora una volta mi stupisco, ci sono 180 murrine in sospensione su tutta l’area ristorante, sono dell’azienda Venini realizzate da Roberto Bertazzon. Sullo sfondo, c’è una grande parete che proietta immagini sul vetro, davvero scenografica!
A dibattito finito vado in sala stampa, esattamente dove sto scrivendo ora. Dietro di me si parla di baccalà e si cucina pure, l’odore mi fa venire fame perché so che si tratta di baccalà Shooner, uno tra i migliori. Vado!
13 March 2010
Oggi (diciamo ieri, visto che sono riuscita a pubblicare questo post solo adesso) c’è stato un grande Pre-Taste a Riva Loft con Luciano Zazzeri, l’abbiamo circondato mentre sfilettava pesce e spiegava con generosità come si fa, perché si fa e rispondeva alle nostre domande. E ce ne sono state tante (di solito non va così, per estrarre delle domande ai presenti è dura…) anche perché Luciano è piacevolissimo, il tema del pesce crudo interessava tutti e lui ha dato suggerimenti su come sceglierlo e prepararlo semplicemente, che è poi il suo modo di esprimere il crudo.
Il suo “Misto di crudo di mare” lo trovate a pag 84 del suo nuovo libro “La baracca dello Zazzeri” di Patrizia Turini – foto di Bruno Bruchi, insieme alle altre ricette del suo ristorante e a diverse interviste, per ora non dico altro perché ho avuto solo il tempo di sfogliarlo, però aprendolo è apparsa la ricetta del suo millefoglie che è sempre la mia ultima scelta quando sono al suo ristorante, da svenimento…
(postato da Sandra Longinotti)